GIORGIO PRIORI

Aumento dei tassi di interesse: perchè i mercati scendono?
Tassi di interesse e mercati

Aumento dei Tassi di Interesse, perché i mercati vanno giù?

Ieri mercoledì 19 dicembre la Banca Federale Americana (FED) ha deciso l’aumento dei tassi di interesse dello 0,25%.

Come sostiene Warren Buffett i tassi di interesse sono la forza di gravità che impedisce ai mercati di crescere eccessivamente: più aumentano i tassi e più i prezzi delle azioni si abbassano.

E infatti le borse stanno reagendo, come era prevedibile, al ribasso. Ma perché?

Cerchiamo di capire in modo semplice il motivo per cui, se i tassi di interesse aumentano, le quotazioni delle aziende in genere scendono.

Il ruolo delle Banche Centrali

Le banche centrali come la FED per gli USA, la BCE per l’Europa, la BoE per l’Inghilterra, ecc. hanno essenzialmente un unico compito: tenere sotto controllo l’inflazione attraverso la “Politica Monetaria”.

INFLAZIONE (spiegata in modo molto semplice): E’ l’aumento dei prezzi nel tempo dovuto alla domanda di mercato. Se, ad esempio, chi compra un frigorifero è disposto a pagare di più oggi rispetto a un mese fa, allora abbiamo l’inflazione dei prezzi.
Se viceversa chi vende deve abbassare il prezzo perché il frigorifero oggi non viene più venduto a quanto si vendeva un mese fa, allora abbiamo la deflazione.
Se c’è troppa inflazione i nostri soldi perdono potere di acquisto e valgono sempre meno. Se c’è deflazione l’economia si ferma con tutto quello che ne consegue.
La Banca Centrale europea ad esempio ritiene che un’inflazione sana sia il 2%. (Vedi questo link: BCE)

L’inflazione non può essere controllata direttamente essendo un fenomeno macroeconomico sociale ma solo indirettamente.

Senza scendere nel tecnico, uno dei (pochissimi) modi per controllare l’inflazione che hanno le Banche Centrali è modulare l’aumento dei tassi di interesse.

Semplificando, Le possono stabilire il tasso che devono pagare le banche private che prendono in prestito i soldi dalla Banca Centrale per prestarli a loro volta alle imprese e ai privati.

Dopo ben dieci anni di crescita economica la FED ha deciso, già dallo scorso anno, di ridimensionare la sua politica espansiva dando il via ad un graduale aumento dei tassi di interesse.

Lo scopo è ridurre i rischi di entrare in una spirale iperinflattiva o l’esplosione di una bolla finanziaria.

Quindi si crea un fenomeno a catena che porta ad un aumento dei tassi di interesse anche per le aziende che devono accedere al credito offerto dalle banche private.

Aumentano i costi per le aziende

Neil bilancio un anumento dei tassi di interesse produce un aumento dei costi e una diminuzione dei profitti
Aumentano i costi e diminuiscono i profitti

In pratica aumentano i costi che devono essere pagati alle banche per i capitali che sono stati presi in prestito.

L’aumento dei tassi di interesse porta ad un incremento dei costi che deve sostenere l’azienda è di conseguenza diminuiscono i profitti che andranno ai proprietari (gli azionisti) della società quotata.

Quindi diminuisce di conseguenza anche il prezzo delle azioni.

Il prezzo diminuisce perché l’azione che io ho di quell’azienda mi rende meno e quindi se la voglio vendere chi acquista è disposto a pagarmi meno rispetto a prima.

Questo appunto innesca l’abbassamento delle quotazioni nei mercati e si diffonde come un’onda in tutti i settori economici.

Ma com’è possibile che un aumento dei tassi di solo lo 0,25% della FED abbia creato ribassi anche del 2-3% delle azioni?

Spinta emotiva e paura del futuro

La spinta emotiva che accompagna sempre le notizie dell’aumento dei tassi di interesse risente anche della possibilità che nel futuro l’aumento dei tassi possa continuare. In pratica si dice che i prezzi dei mercati “scontano” un ulteriore paura di aumento dei tassi che avverrà (forse) nei prossimi mesi o anni.

La conseguenza è che tutta l’economia tende a rallentare perché ci sono maggiori costi anche per i privati cittadini.

Il Potere Politico è contrario

E per questo che il Potere Politico (vedi ad esempio come ha reagito Trump) non piace l’aumento dei tassi di interesse che decide la Banca Centrale : perché quando l’economia rallenta la politica al potere perde consensi.

Ma proprio questo conflitto di interessi è il motivo per cui le banche centrali devono rimanere indipendenti dai governi.

Giorgio Priori

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Valutazione Aziende & Asset Finanziari
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